Angelo Rizzoli: legge fuorilegge?

 Tra nuovo pontificato, manovre per un nuovo governo e la crisi che morde, è difficile trovare spazio per altre notizie. Ma la vicenda di Angelo Rizzoli invoca attenzione. In breve: l’ex editore del Corriere della Sera travolto nel 1981 dallo scandalo P2 (dopo 25 anni di battaglie giudiziarie e la depenalizzazione del reato di bancarotta fraudolenta in amministrazione controllata ne è uscito assolto, ma nel frattempo, piccolo particolare, aveva perso la società Rizzoli-Corriere della Sera) si era reinventato imprenditore televisivo. Lo scorso 14 febbraio è stato di nuovo arrestato con l’accusa di aver provocato una bancarotta fraudolenta cagionando “con dolo e per il profitto personale” il fallimento di quattro società controllate. 
L’ex editore, 70 anni, soffre di sclerosi multipla, diabete mellito, cardiopatia (ha avuto un infarto), insufficienza renale cronica prossima alla dialisi, ipertensione arteriosa, pancreatite, una pregressa mielopatia che comprime il midollo cervicale e aggrava l’emiparesi del braccio destro. Tutto certificato dai medici curanti e riscontrato dalla perizia del gip. Corrado Zunino due giorni fa ha trattato la triste vicenda sulla prima pagina di Repubblica. Finito di leggere l’articolo, Ivan Scalfarotto si è immediatamente recato in visita ad Angelo Rizzoli, avvalendosi della facoltà che gli è concessa in quanto parlamentare, e ha poi pubblicato sul Post un intervento di cui riporto un passaggio “ Ora io non sono né un giudice né un medico. Ma mi ha fatto impressione vedere un uomo di quell’età e in quelle condizioni di salute essere rinchiuso in una struttura carceraria. Per la mia mente, per la mia coscienza, per la mia lontana ma amatissima formazione giuridica, la libertà personale dovrebbe essere qualcosa di cui non essere privati mai, salvo che non sia assolutamente indispensabile. Con gli occhi del profano, e senza voler entrare nel merito, non posso non dire che la situazione di Angelo Rizzoli mi è sembrata abnorme. L’attesa di 40 giorni per un interrogatorio che confermasse la necessità di lasciarlo dov’è ora, mi è sembrata troppo lunga”. 
Stamani il Giornale è tornato sulla vicenda con un articolo intitolato: “Rizzoli in carcere Ora anche il Pd grida alla barbarie“. Il deputato Verini del Pd ha commentato il caso usando lo stesso aggettivo di Scalfarotto: abnorme. Il sentimento di riprovazione per il trattamento riservato a Rizzoli quindi sembra ora condiviso da molte forze politiche. Qualche bontempone si è invece spinto a dire che Rizzoli è uno della casta, un potente che sa difendersi da solo e non ha certo bisogno del sostegno di onorevoli, stampa e di altri ancora.
Angelo Rizzoli è uno della casta? Mah! L’espressione casta a questo punto meriterebbe una revisione o forse, ancor meglio, sarebbe da gettare nella spazzatura insieme con tutte le parole di cui si abusa e che vengono svuotate di significato. Ad ogni modo l’intera vicenda umana e professionale di Rizzoli sembra dimostrare che non è mai stato un potente e non ha mai fatto parte della nomenklatura. Per carità ci avrà messo anche del suo per consolidare un destino di imprenditore mediocre e uomo sfortunato, ma la sensazione è che di spinte verso il baratro ne abbia ricevute molte. Il punto però non è questo. Ciò su cui ci si deve soffermare è altro: Angelo Rizzoli è un uomo vecchio e malato. Perché viene tenuto in carcere in queste condizioni? E perché in più di quaranta giorni, tanti ne sono passati dall’arresto, è stato interrogato solo una volta, e frettolosamente?
La vicenda di cui è protagonista Rizzoli assomiglia a quella di tanti vecchi film già visti. Oh, per carità, come si conviene in questi casi, ricorro anch’io alla formula di rito: ho la massima fiducia nel lavoro dei giudici. Ma mi vergogno anche un poco di vivere in un Paese così.

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2 thoughts on “Angelo Rizzoli: legge fuorilegge?

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