Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Quirinale

Piazza del Quirinale

La rosa dei nomi per il Quirinale è ricca: Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Romano Prodi, Franco Marini, Anna Finocchiaro, Luciano Violante. A questi si sono aggiunti gli outsider mandati in orbita dal M5S di Beppe Grillo: Stefano Rodotà e Milena Gabanelli. Chi la spunterà? Difficile dirlo. Di una cosa però possiamo già essere certi. Fatta l’eccezione della giornalista di Report, con uno qualsiasi degli altri nomi il Quirinale è destinato a rimanere anche per i prossimi sette anni quella macchina mangiasoldi che ormai tutti conosciamo. In nome della trasparenza delle amministrazioni pubbliche, di recente anche il Colle ha deciso, per la prima volta nella sua storia, di rendere pubblico il bilancio di previsione. Così si scopre che la presidenza della Repubblica prevede di chiudere in pareggio il rapporto tra entrate e uscite, per una somma totale pari a 352.606.518 euro. Dei quali 228.500.000 a carico dei contribuenti italiani! Il Quirinale, non si deve mai smettere di ricordarlo, costa molto di più e ha molti più dipendenti di Buckingham Palace, dell’Eliseo francese e della Presidenza tedesca. Nel 2000 aveva 1.859 addetti civili e militari contro i 923 dell’Eliseo, nonostante il presidente francese abbia molti più poteri del nostro. Col risultato che mentre il Quirinale costava 151 milioni di euro, l’Eliseo ne costava 86. Negli anni successivi il personale è aumentato ancora di più, almeno fino al 2007, quando si è arrivati a 224 milioni di spesa complessiva. (Fonte, I costi della politica in Italia dell’Istituto Bruno Leoni). Dal 2008 a oggi il personale è stato ridotto. Tuttavia negli ultimi tre anni, nonostante si sia parlato tanto di spending review e a dispetto delle note diffuse dal Quirinale con le quali venivano annunciati tagli della spesa, la quota di 228 milioni provenienti dai fondi dello stato non si è ridotta di un centesimo. 
Addio, Presidente Napolitano. Avanti il prossimo.

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One thought on “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il Quirinale

  1. stiamo vivendo tutti non tirando la cinghia ma forse anche di più per molte persone, io dico invece di sprecare parole inutili perche non passiamo all’azione……… sono tutti nomi che sanno di vecchio e stantio….. ma quanto tempo dovrà passare perchè questo paese diventi una cosa “normale”.
    Abbiamo avuto anche il piacere di avere 10 saggi che hanno stilato una relazione sulle riforme istituzionali di cui l’italietta avrebbe bisogno………..
    e io pago!
    evviva.
    Massimo

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