Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

Avete sentito parlare della lettera “L’Italia è morta, andatevene finché siete in tempo“, pubblicata il 2 luglio 2013 su Italians di Beppe Severgini? Una lettera dai contenuti bislacchi e ricca di luoghi comuni (nel puro Italians style), condita con qualche attacco ai vari Trota, Batman, Formigoni e Minetti (con questi non si sbaglia mai). Eppure ha fatto il botto: 34mila condivisioni su Facebook, oltre 1.800 su Twitter. Numeri da far impallidire tanti modesti e minuscoli blogger come il sottoscritto. Il giornale online Linkiesta ha pensato perfino di ospitare un’intervista all’autore della lettera dei record, Aldo Marchioni, consulente informatico di 55 anni, che nel corso della chiacchierata ha candidamente ammesso di aver votato per Monti alle ultime elezioni. Ma come? Il signor Marchioni si scaglia contro lo Stato vessatore, sostiene che l’Italia è un paese perduto, invita i giovani ad andarsene finché sono in tempo, e ha votato per un uomo che in un anno non ha saputo tagliare neppure un euro di spesa pubblica, ha generato il disastro umano e sociale degli esodati, ha aumentato le tasse su chi produce e ha creato uno Stato ancora più disuguale e ingiusto? E vabbè, signor Marchioni, a lei non è restato proprio altro che giocare a fare la rivoluzione con Beppe Severgnini! Come si dice: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

 

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