Chiacchiere per fanfaroni istituzionali

Le prime pagine dei quotidiani di oggi sono eloquenti. Tralasciando la paralisi politica in cui versa l’Italia, balza all’occhio la notizia dell’ennesima indagine che coinvolge società impegnate nella costruzione di opere pubbliche. Questa volta si parla del Consorzio Venezia Nuova, un raggruppamento di grandi aziende di costruzione italiane, cooperative e imprese locali, concessionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la realizzazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, in pratica un sistema di dighe mobili meglio conosciuto come Mose.  Sulla società si è abbattuta una vera e propria bufera: arrestato l’ex presidente Mazzacurati, in manette anche il consigliere Savioli. Fatture false e appalti distorti sarebbero le accuse. Per anni i nostri ministri hanno girato il mondo per presentare quello che secondo loro dovrebbe essere la meraviglia dell’ingegneria italiana, anche se da sempre comitati locali e ambientalisti sollevano dubbi sul progetto. Sono stati a Londra, a New York, a Parigi a presentare la grande opera che dovrebbe salvare Venezia dalle acque. Peccato che a sprofondare non è solo la città lagunare, ma la credibilità dell’Italia intera. 
L’altra notizia di spicco è di natura finanziaria: ieri tutti gli indici di borsa a Wall Street hanno toccato i loro rispettivi record storici. Lo S&P 500 e il Dow Jones hanno chiuso ai massimi di sempre e il Nasdaq al meglio dall’ottobre 2000. Nel caso non seguiste la Borsa vi segnalo soltanto che gli indici di Piazza Affari, invece, ristagnano da anni attorno ai minimi. Sul paniere principale molti titoli hanno più che dimezzato il loro valore, alcuni poi valgono anche meno di un quinto rispetto alle quotazioni di anni fa. Scandali a raffica hanno falcidiato Mps, Finmeccanica, Eni, Saipem, ma l’elenco potrebbe continure.
Ecco, quando leggete che la crisi è globale e che gli Usa hanno contagiato il resto del mondo, ricordatevi questi dati. Qualcuno potrebbe obiettare che i mercati finanziari sono una cosa e l’economia reale un’altra. Certo, ma gli investitori istituzionali, cioè i fondi, le grandi banche e le compagnie di assicurazione, non sono tanto stupidi da investire in un’economia malata. I loro soldi vanno dove ci sono imprese sane, che generano utili. Questo sta accadendo negli Stati Uniti e in altre aree del Pianeta. Questo non sta accadendo più in Italia. Da tempo. Punto. Tutto il resto sono solo chiacchiere per fanfaroni istituzionali.

Cattelan-Piazza Affari

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One thought on “Chiacchiere per fanfaroni istituzionali

  1. Hai proprio ragione, carissimo e brillante “blogger” , devo anche complimentarmi per la scelta della foto…………..
    un saluto
    MASSIMO

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