La macchina del fard

Sono anni che Milano scivola nelle retrovie, ma nemmeno i più pessimisti si erano immaginati di dover assistere a ciò che sta accadendo in questi giorni. La triste querelle fra Dolce e Gabbana e la Giunta Pisapia è roba degna del peggior avanspettacolo. I due stilisti s’indignano per le parole dell’assessore comunale alle Attività produttive Franco D’Alfonso (“Qualora stilisti come Dolce e Gabbana dovessero avanzare richieste per spazi comunali, il Comune dovrebbe chiudere le porte, la moda è un’eccellenza nel mondo ma non abbiamo bisogno di farci rappresentare da evasori fiscali”) e per ripicca non alzano le saracinesche delle loro botteghe. Anzi twittano contro il Comune di Milano “Fate schifo”. Pisapia tace per 48 ore, poi sbotta: “D&G chiedano scusa a Milano. Gli indignati in questo caso siamo noi”.
Ecco, pensavamo di avere visto tutto (scandali su scandali, tangenti su tangenti, cemento su cemento) e invece c’è chi riesce a spingere l’asticella della desolazione ancora più in alto. I milanesi assistono rassegnati a questo scontro tra titani: da una parte imprenditori mutandari del cattivo gusto, dall’altra amministratori pubblici arroganti e incapaci. Amen.

dolce-gabbana

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