Sochi, le Pussy Riot colpite dai manganelli dei cosacchi

Se vivessimo in un mondo coraggioso e onesto, tutti i Paesi presenti alle Olimpiadi di Sochi, in Russia, dovrebbero immediatamente ritirare le proprie squadre, o perlomeno sospendere la partecipazione alle gare dopo avere visto queste immagini. Le Pussy Riot stavano protestando pacificamente nei pressi di un ristorante della cittadina russa e sono state attaccate da una dozzina di cosacchi, che le hanno aggredite a colpi di manganello. Le foto mostrano gli agenti della sicurezza mentre picchiano Nadezhda Tolokonnikova e altre componenti della band. Purtroppo, lo sappiamo, ci sono molti interessi in gioco, a partire da quelli degli sponsor, a cui si aggiungono i delicati equilibri internazionali, a loro volta condizionati dagli accordi commerciali ed economici. Dunque è molto probabile, quasi certo, che tutto procederà come se nulla fosse accaduto. E che la comunità internazionale, Italia compresa, anzi a volte in testa, proseguirà i suoi rapporti con la Russia, ignorando le continue violazioni ai più elementari diritti civili che si consumano in questo Paese. Del resto è anche vero che una parte dell’opinione pubblica nazionale si schiera dalla parte degli agenti che manganellano ragazze mentre cantano e ballano anziché dalla parte di queste stesse ragazze che manifestano contro uno stato totalitario. Non ci credete? Leggete i commenti alla notizia pubblicata su corriere.it

Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina Sochi Olympics Sochi Olympics Pussy Riot Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina

3 risposte a "Sochi, le Pussy Riot colpite dai manganelli dei cosacchi"

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