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L’importanza di un buon inizio

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Quella per le classifiche è una passione infantile, alla quale però è difficile sottrarsi. È un modo per catapultare chi ci ascolta o ci legge direttamente dentro il mondo delle nostre emozioni. Quand’ero molto giovane ero animato da un furore classificatorio: i dischi più forti, i film più emozionanti, i più bravi cantanti, i migliori attori e le più belle attrici, i piatti preferiti e via discorrendo. Anni dopo ho letto Alta fedeltà di Nick Hornby e mi sono riconosciuto nell’ossessione per la catalogazione del protagonista Rob. E siccome un certo delirio solipsistico in realtà non mi ha mai abbandonato del tutto, ecco la mia personalissima classifica dei dieci più belli incipit di tutti i tempi. Nick, te lo dico subito. Ci sei andato vicino, ma fra i primi dieci non ci sei

I dieci incipit più belli di tutti i tempi

Accadde a Megara, sobborgo di Cartagine, nei giardini di Amilcare.
Gustave Flaubert, Salambò

Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore.
Fedor Dostoevskij, Le notti bianche

Chiamatemi Ismaele.
Hermann Melville, Moby Dick

La storia ci aveva tenuti abbastanza in sospeso, lì intorno al fuoco.
Henry James, Giro di vite

Non c’è niente di meglio della Prospettiva Nevskij, almeno a Pietroburgo, dove essa è tutto.
Nikolaj Gogol, La Prospettiva Nevskij

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.
J.D. Salinger, Il giovane Holden

E così arrivammo alla fine di un altro stupido e lurido anno.
Don DeLillo, Americana

Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita.
Philip Roth, Lamento di Portony

Nella mia casa paterna, quand’ero ragazzina, a tavola, se io o i miei fratelli rovesciavamo il bicchiere sulla tovaglia, o lasciavamo cadere un coltello, la voce di mio padre tuonava: «Non fate malagrazie!»
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare

Non ho voluto sapere, ma ho saputo che una delle bambine, quando non era più bambina ed era appena tornata dal viaggio di nozze, andò in bagno, si mise davanti allo specchio, si sbottonò la camicetta, si sfilò il reggiseno e si cercò il cuore con la canna della pistola di suo padre, il quale si trovava in sala da pranzo in compagnia di parte della famiglia e di tre ospiti.
Javier Marias, Un cuore così bianco

Che ne dite? E i vostri incipit preferiti quali sono?

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