Chi di spada ferisce…

“Non bisogna toccare gli idoli, la doratura resta sulle mani” ha scritto Gustave Flaubert. Sante parole, dagli idoli è sempre meglio stare distanti, salvo che per adorarli. Nel mio post odierno ho osato sollevare dubbi sulla qualità del lavoro svolto da Massimo Gramellini e la sua vendetta si è immediatamente abbattuta su di me. Mi ha contattato poco fa un affezionato seguace di questo blog per segnalarmi, sommessamente, che avevo omesso una acca al verbo avere. Sì, ho scritto anno invece di hanno. Ora, se fossi Gramellini potrei giustificarmi dicendo che in fondo anche l’umanista Aldo Manuzio nel Cinquecento pensò di abolire completamente l’acca, anche dalle forme omofone del verbo avere. E lo stesso fece  in tempi più vicini a noi Giuseppe Bottai, che nella rivista Critica fascista usava il verbo avere senza l’acca. Ma forse è meglio ammettere che a volte, magari complice la fretta, qualche lettera resta fra la tastiera. E che comunque si resta sempre un po’ somari, nonostante gli sforzi.

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